No, dai, basta! (tanto lo so che non serve a niente)

Per favore smettetela di fare reboot di qualsiasi cosa. Va bene, si sa che Hollywood è alla frutta ma ora si esagera! Ormai sono tutti remake o reboot e così si rovinano i bei film visti da giovane. Tento a memoria un elenco assolutamente incompleto:

  • L’invasione degli ultracorpi (il remake del 1978 è ancora il migliore a detta di molti)
  • Total recall (il primo con Swarzy: nonostante i grossolani errori era notevole per il 1990)
  • Carrie del 2013 difficilmente sarà meglio dell’originale del 1976
  • La cosa (bisogna dirlo?) remake del 1982 è un capolavoro assoluto meglio dell’originale (anche perché la differenza in termini di anni ammonta a 31 anni mentre il remake del 2011 -a soli 29 sigh- è uno scherzo mal riuscito)
  • Io sono leggenda: qui la questione è curiosa perché i vecchi remake (l’originale The Last Man on Earth risale al 1964 da un racconto del 1954) qualcosa di buono l’avevano ma il Will-colossal non mi ha entusiasmato per niente.
  • Star Trek (2009). Devo proprio parlarne? E di Into Darkness? Lasciamo stare. TOS forever.
  • L’ultimo bacio! Povero Braff trascinato in un pessimo remake tutto da dimenticare!
  • i recenti Charlie e la fabbrica di cioccolato e Alice nel paese delle meraviglie (no, non l’Italia)
  • insomma… è sempre più difficile trovare un bel film da vedere e quelli vecchi sono difficili da trovare/noleggiare.

Giova ricordare

Estratto da questa pagina di wikipedia.

L’effetto Dunning–Kruger è una distorsione cognitiva a causa della quale individui inesperti tendono a sopravvalutarsi, giudicando a torto le proprie abilità superiori alla media. Questa distorsione è attribuita alla incapacità metacognitiva da parte di chi non è esperto in una materia, di riconoscere i propri errori.
Una reale competenza potrebbe al contrario indebolire la fiducia in se stessi, poiché individui competenti sarebbero portati a vedere negli altri un grado di comprensione equivalente al proprio. David Dunning e Justin Kruger della Cornell University hanno tratto la conclusione che: “l’errore di valutazione dell’incompetente deriva da un giudizio errato sul proprio conto, mentre quello di chi è altamente competente deriva da un equivoco sul conto degli altri”.